12/04/2008

Notte

Ancora una volta è scesa la notte ad ammantare di mistero ogni cosa
ancora una volta è scesa la notte: compagna, amica e rifugio
notte di note che suonano a bassa voce, notte di parole e di sospiri
notte di mani che cercano altre mani per trovarle davvero

il ciliegio esplode di fiori al mondo e spalanca i propri rami
promessa di dolcezza e colore e miele
così fai tu inconsapevolmente e senza promettere niente mai
tanto gli assomigli Piccola Regina gentile

ho sentito fin dal primo momento il respiro della tua anima
l'ho intuito in poche parole, in pochi accenti e in pochi istanti
come se ci fossimo sempre conosciuti e da tempo attesi
ho amato la tua anima prima e solo dopo, dopo... gli occhi tuoi

che spalanchi al mondo con una noncuranza che mi incanta
come se non specchiassero il mare al mare, il cielo al cielo, la terra alla terra
e non ti accorgi di quanta bellezza diffondi attorno a te
e non ti accorgi... ed il tuo non vedere ti fa più grande

ho respirato il tuo respiro, Piccola Regina gentile
con quella meraviglia che solo l'inatteso sa regalare
ho respirato l'odore inebriante della tua pelle
mentre mi perdevo nei tuoi occhi

e la strada che mi chiamava con voce tonante
e la strada che mi chiamava ed io che non volevo muovermi ancora
non so dove ho trovato la forza, giuro non so....
forse avrei dovuto restare anche io invece di lasciarti solo l'anima mia

è l'ora Piccola Regina gentile, l'ora è suonata da un pezzo
il ponte levatoio cigola sotto la forza del tempo e del destino
ci chiede di partire e farlo ora senza alcun ulteriore indugio
e l'ora Piccola Principessa gentile, l'ora è suonata da un pezzo

sentire che questa è solo la prima e mai l'ultima di queste ore
mi riempie di stupore e perfino di domande...
ma sia quel che deve, quel che può, quel che sarà....
sia come sia, nessuno potrà togliermi mai l'istante

quando radiosa sorridente e dolce, con la tua voce di seta
pronunci tre semplici parole che valgono una vita
“ti sto aspettando”
tu.... che stai aspettando me... ed io che non conosco altro desiderio.

28/03/2008

In lode ad Hikmet

Quando si pensa alla fuga, quando ci si pensa anche solo per scherzo, la prima meta a saltare in mente è un'isola delle Maldive o dei Caraibi. Io forse andrei altrove, e opterei per Tahiti, pensando a Gauguin e al modo in cui viene vissuto l'amore in quelle popolazioni. Ma nella mia natura, non c'è solo il mare immenso nel quale perdersi accarezzato dalla brezza: io posso affogare in una metropoli con lo stesso senso di amore e smarrimento.

Mi ritrovo nella notte nell'immensa metropoli e dalla finestra dell'albergo vedo le torri attorno. Torri di vetro e acciaio che sfidano la vertigine. Ripenso a me stesso nella folla sterminata, una folla con la quale sono stato gomito a gomito e alla quale non ho lasciato nulla e che nulla mi ha lasciato. Forse in quella folla c'eri tu da qualche parte ed io non lo sapevo.
Fendo la gente con passo lento: difficilmente ho fretta. Nella mia divisa composta di camicia e giacca e cravatta e ventiquattr'ore, ho tutto per la testa tranne quanto si potrebbe immaginare dell'esterno.


Sei la mia schiavitù
Sei la mia libertà


Il tram sferraglia davanti al mio passo pigro. L'immenso pannello luminoso illumina la piazza a giorno. I tavolini sono sparsi a manciate davanti ai ristoranti.


Sei la mia anima


Un uomo legge il giornale della sera che regalano ad ogni angolo. Una donna bacia il bambino che tiene in braccio: è straniera forse, ma una donna con un bambino in braccio appartiene al mondo ed ovunque genera casa e patria.


ardono le stelle nelle notti d'estate
incuranti della luna che sorge all'orizzonte
una luna cauta che non vuole far loro ombra
con la luce propria che pure splende forte


La cattedrale immensa occupa l'intera larghezza della piazza e se non fosse per le guglie e il bianco, potrebbe sembrare la nostra cattedrale non finita e proprio per questo ancor più bella ed intima. Io sono ancora li da giorni.


I riflessi dei tuoi occhi cambiano con il cambiare della stagione
grigi quando le nuvole solcano il cielo
altrimenti verdi sul prato, azzurri sul mare


Ora potrei averti tra le baccia, proprio ora, in questo istante stesso in cui altrove altra vita percorre strade diverse e tutto succede contemporaneamente , tutto ed io non ho il tempo e il modo di vivere quì e altrove: questa è una condanna alla quale non mi abituerò mai: sono nato per tutto desiderare e il desiderio è una forza che muove le montagne


Struggente sentirti scivolare dalle braccia
nel momento in cui ti afferro


Sei nel mio destino ed io nel tuo. Ho aperto il mio diario e iniziato a vergare con la penna. Io scrivo sul mio destino con le mie proprie mani. Per questo non c'è pazzia che a me non sia riservata. Perchè il fato me ne dona in abbondanza e quella che manca, l'aggiungo io. Con le mie stesse forze. Con il mio desiderio.


Lascia che sia....